Di fronte alle distese minerali del Karoo – un altopiano semi-desertico che occupa buona parte del cuore del Sudafrica e che nelle lingue Khoisan significa “terra della grande sete” – ci si accorge subito del suo valore ontologico: il Groot (Great) Karoo è una entità geologica, culturale e persino spirituale che permea l’intera identità sudafricana. Etienne van Heerden lo sa bene: in Die Swye van Mario Salviati il Karoo non è semplice teatro dell’azione, ma polvere, luce e silenzio che modellano e imprigionano i personaggi e i loro segreti. In quelle pietre e in quelle notti trapunte di stelle si specchiano il retaggio khoisan, l’aridità delle guerre, le divisioni e la caparbietà delle comunità rurali, l’eco della lotta per l’acqua – tutti elementi che definiscono, ben oltre il romanzo, il Sudafrica di ieri e di oggi.
Per noi dell’emisfero boreale, abituati a cieli meno vasti e a orizzonti più addomesticati, non c’è nulla di più efficace di qualche verso di Thomas Hardy e di un paio di immagini ben scelte per “sentire” la vibrazione di questa terra lontana.
Drummer Hodge I They throw in Drummer Hodge, to rest Uncoffined—just as found: His landmark is a kopje-crest That breaks the veldt around; And foreign constellations west Each night above his mound. II Young Hodge the Drummer never knew— Fresh from his Wessex home— The meaning of the broad Karoo, The Bush, the dusty loam, And why uprose to nightly view Strange stars amid the gloam. III Yet portion of that unknown plain Will Hodge for ever be; His homely Northern breast and brain Grow up a Southern tree, And strange-eyed constellations reign His stars eternally.
Il tamburino Hodge I Senza bara: così il tamburino Hodge fu trovato, e così, per l’eterno riposo, fu gettato. La sua lapide è ora una lama di terra che fende la prateria intorno; e che di notte veglia un cielo di strane costellazioni adorno. II Il giovane Hodge non ha mai toccato— lui, che di natio Wessex odora ancora — del vasto Karoo il vero significato, il Bush, la rossa argilla polverosa, e il perché di quelle nuove stelle che brillano ai vapori dell’aurora. III Ma un lembo di queste infinite pianure sarà per sempre a Hodge e al suo tamburo; il corpo e l'anima sua, venuti da lontano, fioriscono ora su qualche arbusto africano, e la sua stella firma di luce un cielo scuro, e quelle costellazioni dalle strambe figure.
La traduzione è mia, siate benevoli.




